I piccoli borghi nella "terra tra i due laghi"

Con il passaggio di Brescia sotto la dominazione veneta, iniziò l'anomalia storica della Valvestino. Mentre le aree circostanti (Valsabbia e Riviera Gardesana) diventavano domini della Serenissima, la Valvestino rimase un cuneo di terra austriaca inserito in territorio veneto. Infatti, rientrò nell'area di dominazione trentino - austriaca. Gli uomini prestavano servizio militare nelle file austriache, le leggi erano quelle di Vienna, curati e parroci erano mandati da Trento. La strada più comoda per la terra italiana era la mulattiera che conduceva a Gaino. Il confine, alla confluenza del torrente Droanello con il fiume Toscolano, si superava solo con il passaporto. Questo finì quando, nel 1915, l'Italia entrò nel conflitto contro l'Austria che vide il 26 settembre 1920 la defitiva annessione del Trentino e dell'Alto Adige all'Italia. I paesi di Armo, Bollone, Moerna, Persone, e Turano rimasero autonomi fino al 1928, poi furono riuniti nel "Comune di Turano", che nel 1931 divenne "Comune di Valvestino". Nel 1934 viene disposto il distacco del Comune di Valvestino e Magasa dalla Provincia di Trento e la loro aggregazione a quella di Brescia. Rimase la dipendenza, che continua ancor oggi, dell'amministrazione giudiziaria con la Pretura di Riva del Garda, il Tribunale di Rovereto e la Corte d'Appello di Trento, l'ufficio del catasto statale e del Libro fondiario di Riva del Garda.

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